Torna a L’Inno del Braciere
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Musica ascoltata durante la stesura:
https://www.youtube.com/watch?v=J0xe5DcnYSA
https://youtu.be/Zqa2mgjbOIM?si=r69ZICa2-aO64KaB
https://www.youtube.com/watch?v=1rwAvUvvQzQ
Colle e Poggio distavano poco meno di trenta chilometri l’una dall’altra. In quel periodo dell’anno, quindi, era possibile partire all’alba e fare avanti e indietro prima del calare del sole. Era proprio ciò che l’Astore aveva proposto di fare: andare a Poggio, recuperare Maia e tornare a Colle degli Elci.
Leone si era opposto.
La ragione che aveva dato all’Astore era che era convinto che Maia sarebbe tornata a casa da sola, ma ovviamente era una stronzata. Potendo, l’avrebbe già fatto. Quindi o era troppo spaventata — perché non sapeva che l’Astore aveva promesso di andarsene — oppure Messerli glielo stava impedendo in qualche modo.
Il vero motivo era che Leone era certo che Maia se la sarebbe cavata, ma lui aveva avuto disperatamente bisogno di una tregua.
Quando all’imbrunire erano tornati a Colle, la prima tappa di Leone non era stata casa sua, ma l’ospedale, per fare visita a Niko. Il nuovo Sergente di Colle continuava a dormire, e non aveva riaperto gli occhi nemmeno una volta.
Da quando Niko aveva perso i sensi, Leone aveva impiegato un giorno per arrivare a Castro Cristallo, un altro giorno per fare avanti e indietro da Riva del Vento e un ultimo giorno per tornare a casa. Aveva sperato che Niko si sarebbe svegliato in quei tre giorni. Non poteva essere un buon segno se non l’aveva già fatto. L’aveva sottolineato anche Greta.
«Si sarebbe già dovuto riprendere,» aveva detto.
«Lo so,» aveva risposto Leone, colla gola stretta.
«Potrebbe non farlo mai più,» aveva proseguito, posando una mano sulla spalla di Leone.
«Lo so,» aveva ripetuto.
«Penso che sia stata colpa del sangue di mostro,» aveva ipotizzato Greta. «Si sa che spesso ha strane reazioni con le pozioni.»
«No,» aveva risposto Leone. «Non sono stato abbastanza veloce.»