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18 - Istinto 🌾 | 20 - L’ultima ruota del carro 🌾


Musica ascoltata durante la stesura:

https://music.youtube.com/watch?v=Vgre69Mcr3M&si=OQcSNttgLlQId8Nh

https://www.youtube.com/watch?v=2q0pQLd29Zs

https://www.youtube.com/watch?v=AMX7XkO2-Y8

https://www.youtube.com/watch?v=BrPdRL7Asfw

https://www.youtube.com/watch?v=3bRFySTwK2g


La notte non era mai appartenuta a Leone, ma era sempre stata dei mostri.

Era stato una guardia di Colle per più di ventisette anni, eppure aveva sempre lavorato nello stesso turno: dall’alba al tramonto. Quello era uno dei pochi fatti immutabili della vita, e non era cambiato nemmeno dopo che Altea e Dima l’avevano lasciato. Aveva sempre temuto gli attacchi, e quindi non si era mai allontanato da Colle degli Elci dopo il crepuscolo. Non aveva nemmeno mai avuto il desiderio di farlo. Eppure doveva ammettere che cavalcare sotto al firmamento era estasiante. Terribile ma estasiante.

La luna calante osservava lui e Goldie — la giumenta che stava montando — come un occhio semi-chiuso, e rischiarava i poderi circostanti appena a sufficienza per far capire a Leone dove stavano andando.

Lì, nel mezzo della campagna, la notte non era affatto silenziosa come se l’era immaginata. Allo scalpitio del trotto della giumenta e del castrone che la precedeva si sommavano l’occasionale cigolio di un mulino, il frinire dei grilli, gli ululati dei cani e soprattutto i canti lugubri degli uccelli notturni: gufi, allocchi, usignoli e altri di cui non aveva mai imparato il nome. L’aria fresca e umida gli solleticava le narici, assieme al profumo della rugiada che si andava posando sulle piante selvatiche a bordo della strada.

Senza la gamba a pulsargli di dolore e la paura ad attanagliargli lo stomaco, sarebbe stato un viaggio gradevolissimo.

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Quando l’Astore gli aveva detto che lo voleva con sé a Castro Cristallo, Leone non aveva immediatamente rifiutato la sua richiesta solo perché ne era stato troppo confuso.

«Cosa?» Era tutto ciò che era riuscito a dire.

«Secondo te perché volevo che Maia tornasse?» Gli aveva chiesto in risposta, collo sguardo fisso sulla strada. Gli era sembrato quasi rassegnato.

«Non so,» aveva replicato Leone. Per la verità continuava a chiederselo anche lui.